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Milano, la marcia dei sindaci per Liliana Segre

10 dicembre 2019 | 18.25
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Niente bandiere o simboli di partito, solo tante fasce tricolori per la marcia 'L'odio non ha futuro' che ha visto l'adesione di 600 sindaci. La senatrice a vita dal palco di piazza Scala: "Siamo qui a parlare di amore, stasera non c'è indifferenza"

(Fotogramma)
(Fotogramma)

Niente bandiere o simboli di partito solo tante fasce tricolori. In marcia a Milano 'L'odio non ha futuro', la manifestazione di solidarietà indetta all’indomani delle minacce contro la senatrice a vita Liliana Segre. Una marcia da piazza Mercanti a piazza del Duomo che ha ottenuto 600 adesioni e 400 presenze certe. La marcia lanciata dal primo cittadino di Milano Giuseppe Sala e Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, sposata da Anci con il presidente e sindaco di Bari Antonio Decaro, Upi e Lega autonomie, vede fianco a fianco primi cittadini di diversi colori. Ad attenderli in Galleria la senatrice, l'unica a parlare dal palco allestito in piazza della Scala. La presenza dei sindaci di centrosinistra è la maggioranza, ma l'adesione è trasversale. Tra i presenti il sindaco di Firenze Dario Nardella e quello di Palermo Leoluca Orlando. Diverse decine i cittadini presenti alla marcia. 

Liliana Segre ha poi stretto la mano al sindaco di Milano in rappresentanza dei primi cittadini. Segre li ha attesi circondata dalla scorta e da decine di cittadini. ‘Liliana’ è il grido che si è alzato più volte insieme a lunghi applausi. Il presidente dell'Anci ha quindi consegnato alla senatrice a vita una fascia tricolore. "In questi ultimi anni quando parlo alle scuole parlo a braccio ma stasera non volevo dimenticare niente e nessuno, ringrazio il sindaco di Milano Sala, quello di Pesaro Matteo Ricci, il presidente dell'Anci Antonio Decaro e tutti i più di seicento forse mille sindaci che hanno risposto all'appello. Sono qui con le fasce tricolori a rappresentare non un partito, ma un sentimento civico condiviso da più amministrazioni in un'alleanza trasversale", ha commentato Segre intervenendo dal palco di piazza Scala. "Siamo qui - ha aggiunto - a parlare di amore non di odio, lasciamolo agli anonimi da tastiera". E ancora: "L'odio si combatte anche tenendo viva una memoria condivisa delle tragedie che le generazioni passate hanno patito proprio per la predicazione dell'odio" che passa dall'indifferenza. "Stasera non c'è indifferenza, cancelliamo tutti insieme le parole odio e indifferenza e abbracciamoci in una catena umana di empatia. Grazie dal profondo del cuore".

Liliana Segre ha poi stretto la mano al sindaco di Milano in rappresentanza dei primi cittadini. Segre li ha attesi circondata dalla scorta e da decine di cittadini. ‘Liliana’ è il grido che si è alzato più volte insieme a lunghi applausi. Il presidente dell'Anci ha quindi consegnato alla senatrice a vita una fascia tricolore. "In questi ultimi anni quando parlo alle scuole parlo a braccio ma stasera non volevo dimenticare niente e nessuno, ringrazio il sindaco di Milano Sala, quello di Pesaro Matteo Ricci, il presidente dell'Anci Antonio Decaro e tutti i più di seicento forse mille sindaci che hanno risposto all'appello. Sono qui con le fasce tricolori a rappresentare non un partito, ma un sentimento civico condiviso da più amministrazioni in un'alleanza trasversale", ha commentato Segre intervenendo dal palco di piazza Scala. "Siamo qui - ha aggiunto - a parlare di amore non di odio, lasciamolo agli anonimi da tastiera". E ancora: "L'odio si combatte anche tenendo viva una memoria condivisa delle tragedie che le generazioni passate hanno patito proprio per la predicazione dell'odio" che passa dall'indifferenza. "Stasera non c'è indifferenza, cancelliamo tutti insieme le parole odio e indifferenza e abbracciamoci in una catena umana di empatia. Grazie dal profondo del cuore".

"Voi sindaci, con la vostra carica, avete una missione molto difficile e apprezzo molto che abbiate voluto lasciare per qualche ora i vostri compiti per questa stupenda occasione: il vostro impegno può essere decisivo per la memoria", ha continuato Segre rivolta ai sindaci. "Nell'Italia degli 8 mila Comuni c'è un giacimento straordinario di storia che può essere tramandata alla comunità. Una storia che resta relegata a musei, istituti, vie, pietre di inciampo. Sta alla sensibilità delle amministrazioni comunali fare in modo che questo giacimento non venga abbandonato. Fare sì che quelle fredde lastre di pietra dei trasformino in occasioni antiretoriche per rinnovare un patto tra generazioni", ha chiuso dal palco Segre. La manifestazione si è conclusa con piazza Scala gremita che ha intonato l'inno d'Italia e poi ''Bella Ciao".

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